La pianta proibita


Perché la canapa è vietata?

Molti presumono che ci sia stato qualcuno che con prove scientifiche alla mano abbia dedotto che la cannabis fosse molto più letale di qualsiasi altra droga usata, più dell’alcool e delle sigarette.

Ma non è andata proprio così…

Nel diciottesimo secolo, la cannabis era diffusissima in Nord America. Nel 1850 negli Stati Uniti c’erano 8.327 piantagioni di canapa, utilizzate soprattutto per la produzione di fibra.

Negli anni Trenta la canapa era diventata matura per servire come fonte abbondante di materie prime per numerosi settori dell’industria. Un’industria molto più sostenibile per l’ambiente rispetto a quella che conosciamo. In quegli anni il magnate dell’automobile Henry Ford costruì un prototipo di automobile in cui parte della carrozzeria era realizzata in fibra di canapa rendendo l’auto molto più leggera della media delle auto allora diffuse. Inoltre il motore funzionava a etanolo di canapa.

Purtroppo si erano allora già costituiti dei grossi interessi che si contrapponevano alla canapa. Con il petrolio si incominciavano a produrre materiali plastici e vernici, e la carta di giornale della catena Hearst era fabbricata a partire dal legno degli alberi con un processo che richiedeva grandi quantità di solventi chimici, forniti dalla industria chimica Du Pont.

La Du Pont e la catena di giornali Hearst quindi si coalizzarono. Con una martellante campagna di stampa, la cannabis venne accusata di essere responsabile di tutti i delitti più efferati riportati dalla cronaca del tempo.

Così, nel 1937 venne quindi approvata una legge che proibiva la coltivazione di qualsiasi tipo di canapa, incluso a scopo industriale o medicamentale. Da allora negli USA e nel resto del mondo sono state arrestate centinaia di migliaia di persone per reati connessi al consumo, alla coltivazione o alla cessione di canapa.

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