L’erba che mette allegria: l’utilizzo ricreativo della canapa nella storia


Per quanto riguarda l’uso psicotropo, fumatori di cannabis dell’antichità furono popolazioni Hindu di India e Nepal. Nei Paesi arabi la resina della pianta di canapa fu consumata per secoli per le sue proprietà di alterazione della mente, in particolare dagli Hashashin, presenti in Siria (dai quali prese il nome l’hashish).

Le ripetute migrazioni delle popolazioni nomadi dell’Asia ne favorirono la diffusione nel medio oriente, nel mediterraneo, e infine nell’Europa occidentale. Alcune fonti ne hanno fatto risalire l’uso in Grecia già nell’800 a.C. Lo storico greco Erodoto nel V secolo a. C. racconta che presso gli Sciti, popolazione nomade indo-iraniana, quest’erba veniva spesso passata in giro e fumata nei banchetti e durante le cerimonie funebri, per mettere allegria.

Sempre qualche secolo prima di Cristo, prima dell’avvento dell’Impero Romano, vari popoli europei come i Celti e i Pitti coltivavano e utilizzavano cannabis.

Nel 1800 l’uso dell’hashish in Europa divenne una vera e propria moda: introdotto dallo psichiatra francese Jacques-Joseph Moreau, l’utilizzo della cannabis a scopo ricreativo si diffuse ben presto negli ambienti artistici di quel tempo; tanto che a Parigi nacque il Club des Hashischins frequentato da poeti e scrittori come Victor Hugo, Alexandre Dumas, Charles Baudelaire, Honoré de Balzac e Théophile Gautier.

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